"Ciao"
Quattro lettere.
Quattro semplici lettere, un saluto. Quel saluto. Un semplice ciao che più in avanti era diventato così fondamentale per lui, per poter iniziare la giornata. Quel ciao che ora non c'è più. E mentre sei lì, nel tuo mondo, disteso sul letto con un libro in mano e le cuffie nelle orecchie, lasciando che la musica entri nelle tue vene, in ogni fibra del tuo corpo, ti trovi a ripercorrere il passato, come tanti flash-back di uno di quei maledettissimi film melensi che tanto le piacevano vedere. Maledettissimi perchè nell'ultimo periodo della tua vita hai atteso quei film solo per poterli vedere insieme a lei. Nella tua mente c'è qualcuno che sta dicendo "All that was so real", ripensi al passato, e mai parole sono più vere di quelle. Era tutto reale, incredibilmente reale. Avevi qualcuno al tuo fianco che ti dava amore incondizionato, ti amava (anche se speri che ti ami ancora) per il semplice fatto che con lei eri te stesso. Ed ora sei lì sul letto, a sentire il suo profumo sul tuo cuscino, depositatosi durante quelle volte che si sdraiava al tuo fianco per leggerti un libro. Ed ora ti torna anche in mente quanto ti piaceva sentirla leggere, sentire la sua voce che ti entrava in testa.
Ti giri sul letto e posi il libro sul comodino, non hai più nemmeno voglia di leggere, ed è una cosa strana per te, i libri hanno scandito ogni istante della tua vita facendoti compagnia. Non hai nemmeno voglia di cambiarti, e così, in jeans e maglietta ti lasci addormentare con in mano il cellulare sperando di sentirlo vibrare.
Freddo. E' questa l'unica cosa che senti. Solo un gran freddo e un gran vuoto. Gli occhi fissi sulla scrivania, guardano con malinconia un oggetto apparentemente innocuo. I suoi occhiali da sole. Te li aveva lasciati in borsa e non si è più ricordato di prenderli. Ti ricordi ancora quando eravate andati insieme a comprarli. Come al solito era venuto a prenderti con la sua auto, come al solito aspettavi il suo squillo per scendere, e come al solito ti accoglieva con un sorriso dolcissimo una volta entrata in auto. Più i giorni passavano e più non potevi fare a meno di quel sorriso, ormai era una certezza. Sapevi che c'era, sapevi che non ti avrebbe mai abbandonato....ma ora?Che fine ha fatto quel sorriso? Si è spento insieme al tuo?
Ti ritornano in mente le sue parole, e sono degli schiaffi invisibili ma ugualmente rumorosi. Quello sguardo ferito, con quegli occhi indifesi e offesi che ti guardavano lucidi. E ti viene in mente la voglia che avevi di prendere le sue mani e stringerle forte nelle tue. Poco distante dai suoi occhiali c'è il tuo cellulare. Spento. Una forza al tuo interno guida la tua mano verso questo oggetto che ti porta a poca distanza da lui...ma eccoli, subito ti vengono mille dubbi e decidi di lasciare perdere quella che poteva essere la
chiamata che avrebbe deciso il tuo futuro. Il suo. Il vostro.
Quello stesso cellulare che ti aveva raccolto il giorno in cui vi siete visti per la prima volta. Piena di pacchetti in mano ti scivola questo oggetto che ora per te è difficile da vedere senza un velo di lacrime sugli occhi. Sentendo il rumore, e anche qualche "parola" che hai detto, si gira e ti aiuta. Prende alcune borse che ti redevano difficile camminare e ti accompagna fino all'auto. Solo dopo ti accorgi che oltre alle borse aveva preso anche il tuo cellulare. E non ti sei nemmeno accorta che qualche istante dopo ti lasciava il suo numero. Quel numero che ora era così difficile chiamare.
Decidi di uscire, non puoi di certo fare la vita dell'eremita. Dopo una doccia gelata, e dopo esserti messo una camicia e un paio di jeans chiari, sei già a camminare sotto un sole tiepido, tipico di questo periodo autunnale. Eccola. Davanti a te c'è la complice della vostra storia : la nuova libreria. E' lì che vi siete conosciuti. Te la ricordi ancora vero? Piena di borse, impacciatissima, faceva fatica a camminare dietro a tutti quegli acquisti. E poi un rumore di qualcosa che cade. Istintivamente ti giri e raccogli il cellulare che le era caduto. E, sempre istintivamente, ti ritrovi a chiederle se aveva bisogno di aiuto. Le hai lasciato il tuo numero. Da dov'era arrivata tutta quella audacia, tutto quel coraggio che per vent'anni è mancato? Era uscito nel momento in cui i tuoi occhi si erano posati sui suoi.
Ti sembra incredibile che anche lui abbia avuto la tua stessa idea : uscire e ripercorrere i passi che una volta avete fatto insieme. Lo vedi, lì davanti alla vetrina. Il sole che gli fa dei riflessi bellissimi sui capelli. Lo vedi che continua a stropicciarsi gli occhi, e sorridi mentre lo vedi fare quel gesto perchè ti vengono in mente tutte le volte che si mandava a quel paese perchè si dimenticava gli occhiali a casa. Ti faceva ridere, aveva questa capacità, in qualsiasi istante riusciva a strapparti un sorriso. Ora senti che ti manca tantissimo, vederlo così vicino eppure così lontano. Improvvisamente ti avvicini a lui. Non ci fai caso, è come se ti venisse naturale. Lasci scivolare una mano in borsa e tiri fuori i suoi occhiali da sole, glieli volevi riportare perchè sapevi che non riesce a stare senza. E nel momento in cui sente i tuoi passi avvicinarsi vedi che si volta verso di te. Senza farci caso gli metti gli occhiali, ma nel frattempo lui ha preso le tue mani fra le sue, sembra intenzionato a non lasciarti andare. Rivedi quel sorriso, quello stesso sorriso che ti dà una sicurezza incredibile.
Ti rispecchi di nuovo in queglii occhi. Sembra che non abbiano mai lasciato i tuoi nel tempo in cui siete rimasti separati. Senti che siete di nuovo un'unica cosa. Le sue mani tra le tue. Gliele hai strette senza pensarci, un gesto che ti è venuto naturale. Rimani lì a fissarla, per fotografare quel momento, e per prometterle che da quell'istante in poi non vi allontanerete più.
Quattro semplici lettere, un saluto. Quel saluto. Un semplice ciao che più in avanti era diventato così fondamentale per lui, per poter iniziare la giornata. Quel ciao che ora non c'è più. E mentre sei lì, nel tuo mondo, disteso sul letto con un libro in mano e le cuffie nelle orecchie, lasciando che la musica entri nelle tue vene, in ogni fibra del tuo corpo, ti trovi a ripercorrere il passato, come tanti flash-back di uno di quei maledettissimi film melensi che tanto le piacevano vedere. Maledettissimi perchè nell'ultimo periodo della tua vita hai atteso quei film solo per poterli vedere insieme a lei. Nella tua mente c'è qualcuno che sta dicendo "All that was so real", ripensi al passato, e mai parole sono più vere di quelle. Era tutto reale, incredibilmente reale. Avevi qualcuno al tuo fianco che ti dava amore incondizionato, ti amava (anche se speri che ti ami ancora) per il semplice fatto che con lei eri te stesso. Ed ora sei lì sul letto, a sentire il suo profumo sul tuo cuscino, depositatosi durante quelle volte che si sdraiava al tuo fianco per leggerti un libro. Ed ora ti torna anche in mente quanto ti piaceva sentirla leggere, sentire la sua voce che ti entrava in testa.
Ti giri sul letto e posi il libro sul comodino, non hai più nemmeno voglia di leggere, ed è una cosa strana per te, i libri hanno scandito ogni istante della tua vita facendoti compagnia. Non hai nemmeno voglia di cambiarti, e così, in jeans e maglietta ti lasci addormentare con in mano il cellulare sperando di sentirlo vibrare.
Freddo. E' questa l'unica cosa che senti. Solo un gran freddo e un gran vuoto. Gli occhi fissi sulla scrivania, guardano con malinconia un oggetto apparentemente innocuo. I suoi occhiali da sole. Te li aveva lasciati in borsa e non si è più ricordato di prenderli. Ti ricordi ancora quando eravate andati insieme a comprarli. Come al solito era venuto a prenderti con la sua auto, come al solito aspettavi il suo squillo per scendere, e come al solito ti accoglieva con un sorriso dolcissimo una volta entrata in auto. Più i giorni passavano e più non potevi fare a meno di quel sorriso, ormai era una certezza. Sapevi che c'era, sapevi che non ti avrebbe mai abbandonato....ma ora?Che fine ha fatto quel sorriso? Si è spento insieme al tuo?
Ti ritornano in mente le sue parole, e sono degli schiaffi invisibili ma ugualmente rumorosi. Quello sguardo ferito, con quegli occhi indifesi e offesi che ti guardavano lucidi. E ti viene in mente la voglia che avevi di prendere le sue mani e stringerle forte nelle tue. Poco distante dai suoi occhiali c'è il tuo cellulare. Spento. Una forza al tuo interno guida la tua mano verso questo oggetto che ti porta a poca distanza da lui...ma eccoli, subito ti vengono mille dubbi e decidi di lasciare perdere quella che poteva essere la
chiamata che avrebbe deciso il tuo futuro. Il suo. Il vostro.Quello stesso cellulare che ti aveva raccolto il giorno in cui vi siete visti per la prima volta. Piena di pacchetti in mano ti scivola questo oggetto che ora per te è difficile da vedere senza un velo di lacrime sugli occhi. Sentendo il rumore, e anche qualche "parola" che hai detto, si gira e ti aiuta. Prende alcune borse che ti redevano difficile camminare e ti accompagna fino all'auto. Solo dopo ti accorgi che oltre alle borse aveva preso anche il tuo cellulare. E non ti sei nemmeno accorta che qualche istante dopo ti lasciava il suo numero. Quel numero che ora era così difficile chiamare.
Decidi di uscire, non puoi di certo fare la vita dell'eremita. Dopo una doccia gelata, e dopo esserti messo una camicia e un paio di jeans chiari, sei già a camminare sotto un sole tiepido, tipico di questo periodo autunnale. Eccola. Davanti a te c'è la complice della vostra storia : la nuova libreria. E' lì che vi siete conosciuti. Te la ricordi ancora vero? Piena di borse, impacciatissima, faceva fatica a camminare dietro a tutti quegli acquisti. E poi un rumore di qualcosa che cade. Istintivamente ti giri e raccogli il cellulare che le era caduto. E, sempre istintivamente, ti ritrovi a chiederle se aveva bisogno di aiuto. Le hai lasciato il tuo numero. Da dov'era arrivata tutta quella audacia, tutto quel coraggio che per vent'anni è mancato? Era uscito nel momento in cui i tuoi occhi si erano posati sui suoi.
Ti sembra incredibile che anche lui abbia avuto la tua stessa idea : uscire e ripercorrere i passi che una volta avete fatto insieme. Lo vedi, lì davanti alla vetrina. Il sole che gli fa dei riflessi bellissimi sui capelli. Lo vedi che continua a stropicciarsi gli occhi, e sorridi mentre lo vedi fare quel gesto perchè ti vengono in mente tutte le volte che si mandava a quel paese perchè si dimenticava gli occhiali a casa. Ti faceva ridere, aveva questa capacità, in qualsiasi istante riusciva a strapparti un sorriso. Ora senti che ti manca tantissimo, vederlo così vicino eppure così lontano. Improvvisamente ti avvicini a lui. Non ci fai caso, è come se ti venisse naturale. Lasci scivolare una mano in borsa e tiri fuori i suoi occhiali da sole, glieli volevi riportare perchè sapevi che non riesce a stare senza. E nel momento in cui sente i tuoi passi avvicinarsi vedi che si volta verso di te. Senza farci caso gli metti gli occhiali, ma nel frattempo lui ha preso le tue mani fra le sue, sembra intenzionato a non lasciarti andare. Rivedi quel sorriso, quello stesso sorriso che ti dà una sicurezza incredibile.
Ti rispecchi di nuovo in queglii occhi. Sembra che non abbiano mai lasciato i tuoi nel tempo in cui siete rimasti separati. Senti che siete di nuovo un'unica cosa. Le sue mani tra le tue. Gliele hai strette senza pensarci, un gesto che ti è venuto naturale. Rimani lì a fissarla, per fotografare quel momento, e per prometterle che da quell'istante in poi non vi allontanerete più.

Nessun commento:
Posta un commento